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La paura di amare

Per quanto l’amore sia universalmente riconosciuto come un sentimento desiderabile e gratificante, sempre di più oggi emerge una diffusa paura di amare.

Cosa può rendere quest’esperienza emotiva/affettiva così fobica?

Per quanto le motivazioni siano sempre e comunque personali e nascoste nella storia e nell’inconscio di ognuno, possiamo ricondurle a quattro grandi filoni: paura dell’intimità, paura della perdita, paura dell’altro e paura identitaria.

In primis la paura di amare può nascondere la paura di una relazione profonda e impegnativa percepita come rischiosa (paura dell’intimità). Il rischio di essere visti per come si è al di là di ogni maschera difensiva implica che l’altro conosca alcune parti ritenute sbagliate, scomode, censurabili, distruttive, fonte di vergogna o di autodisprezzo. Questo rischio si traduce nel timore che l’altro possa allontanarsi  perchè sconvolto o schifato da ciò che ha visto. Dunque la paura di non piacere all’altro che si aggancia ad un altro timore fondamentale che è quello del rifiuto e dell’abbandono (paura della perdita). Questa paura può alimentare la convinzione illusoria che se scelgo di non legarmi e di non amare, l’altro non avrà un potere su di me, inteso come potere di ferirmi, di rifiutarmi o di abbandonarmi. Parlo di convinzione illusoria perchè per quanto si possa aver paura di amare non si possono controllare i propri sentimenti.

Questa paura di essere ferito, rifiutato o abbandonato sarà tanto più intensa quanto nella propria storia si saranno verificate esperienze ed eventi traumatici relazionali diretti (vissuti su di sé) o indiretti (percepiti/visti).

Al tempo stesso la paura di essere rifiutato o abbandonato può essere maggiormente intensa in chi ha vissuto esperienze di amore a condizione nel rapporto genitoriale (ti amo se sei come ti voglio o se fai ciò che ti chiedo) sentendosi sempre e comunque non abbastanza e non meritevole di un amore gratuito.

La paura di amare può essere anche connessa alla percezione dell’imprevedibilità dell’altro,  intesa non solo come consapevolezza che l’altro non è sotto controllo e che delude delle aspettative idealizzate, ma soprattutto come angoscia profonda dell’instabilità e della pericolosità dell’altro, ricollegabile all’angoscia correlata all’umoralità di una figura di riferimento o ad un trauma storico di violenza o abuso. (paura dell’altro)

 

E poi la paura di amare potrebbe nascondere il suo opposto ovvero la paura di essere amato, per il bisogno inconsapevole di confermare il proprio vissuto di disvalore e inadeguatezza. Essere amato allora potrebbe essere un’esperienza destabilizzante, quasi terribile, perché offrirebbe la possibilità di differenziarsi da un copione già scritto, generando la necessità di una ristrutturazione dell’immagine di sè (paura identitaria).